Piante acquatiche

Piante acquaticheLe piante acquatiche, che vengono chiamate anche con l’appellativo di idrofite, sono delle piante il cui fabbisogno idrico è senza dubbio massimo e che hanno sviluppato, nel corso dei secoli, delle caratteristiche che permettono la vita sommerse oppure galleggianti nell’acqua.

Con la definizione di piante acquatiche, vogliamo fare riferimento a quelle piante vascolari, che possono essere sia della angiosperme che delle felci.

Le alghe, ad esempio, sono degli organismi che non hanno dei veri e propri tessuti di conduzione e, per questo motivo, non possono essere inserite all’interno della categoria delle piante acquatiche: non ve l’aspettavate vero?

Sì, perché di solito siamo sempre abituati a considerare le alghe come delle piante acquatiche, ma in realtà non è così.

Per tutti quelli che amano le piante e soprattutto l’originalità, le piante acquatiche sono la soluzione ideale, anche per la loro grande facilità ad essere coltivate.

La stragrande maggioranza delle piante acquatiche, si caratterizza infatti per fare il fiore e per preferire dei luoghi soleggiati.

Nel caso in cui la pianta acquatica fa parte di una specie che durante la stagione invernale va in riposo ed è coltivata nelle zone settentrionali, nel corso della metà di novembre, lasciando ovviamente la pianta in fondo, è necessario togliere l’intera acqua dalla vasca, lasciando aperto il tubo di scarico che si trova proprio in fondo, in modo tale che l’acqua, nel caso in cui penetrasse, può andare via subito.

La fase successiva è quella di riempire la vasca di foglie secche, ma anche all’esterno, in modo tale da renderla impermeabile: si copre il mucchio con della plastica, tenuta bloccata da pietre fuori e attorno la vasca.

In questo modo la pioggia può scivolare fuori, senza poter entrare all’interno della vasca.