Piante carnivore

Sono piante che vivono in ambienti poveri di sali minerali e materie organiche e proprio per questo nel corso dei millenni si sono evolute trasformando le foglie in micidiali trappole in grado di attrarre e poi catturare gli insetti, per trasformarli poi tramite un processo di decomposizione in sali minerali indispensabili per la sopravvivenza della pianta .Le piante carnivore a seconda della specie hanno sviluppato vari sistemi per la cattura degli insetti. Di seguito la descrizione dei vari sistemi di cattura:

  • Trappole ad ascidio (fanno parte di questo gruppo le Sarracenie, le heliamphora , Drlingtonia ecc.) le trappole sono a forma di cono allungato.L’ascidio in genere e’ molto colorato o meglio presenta delle venature molto colorate nell’imboccatura ci sono delle ghiandole che secernono nettare e in alcuni casi libera un odore molto intenso che stordisce i malcapitati insetti. Il coperchio invece ha la funzione di riparare dalla pioggia l’interno dell’ascidio. Gli insetti quindi dapprima vengono attirati dal colore delle venature del ascidio poi quando vicini trovano l’irresistibile nettare profumatissimo e entrano per trovarne dell’altro una volta entrati nella trappola non riescono piu’ a risalire a causa delle pareti lisce e dei peli rivolti verso il basso che rendono impossibile la risalita,l’insetto una volta caduto nel fondo viene digerito dalla pianta attraverso succhi gastrici presenti nel fondo del ascidio.
  • Trappole attive (fanno parte di questo gruppo la Dionea) praticamente l’insetto viene atratto dal colore della trappola si poggia sopra di essa e fa muovere dei piccoli sensori che se sfiorati una sola volta rimangono fermi(cosi’ facendo la pianta risparmia molte energie nel caso al posto dell’ insetto fosse caduta una goccia d’acqua o un pezzo d’erba la trappola rimane aperta ) mentre al secondo tocco fanno scattare la trappola a tagliola che si richiude velocemente intrappolando inesorabilmente l’insetto,e la pianta comincia a digerirlo.
  • Trappole a colla (fanno parte di questo gruppo le drosere e le pinguicole) le foglie di queste piante sono cosparse di goccioline collose (molto belle da vedere al sole brillano come diamanti) ,l’insetto quando viene a contatto con la foglia rimane invischiato ,la foglia si ripiega questa volta lentamente verso l’insetto cosi’ da aumentare la superficie di contatto della foglia con l’insetto e comincia la digestione che puo’ durare per parecchi giorni.
  • Trappole ad aspirazione (fanno parte di questo gruppo le Utricularie) nelle radici sono presenti delle visciche che espellono l’acqua formando una sacca sottovuoto, l’insetto sfiorando un pelo sensibile apre la sacca che aspira l’insetto richiudendosi subito dopo.

Cenni sulla coltivazione

  • Terreno :Bisogna usare sempre torba di sfagno acida “con ph 3-4 e la quantità’ di azoto organico non deve essere maggiore di 05 – 08 % ,se e’ bionda tanto meglio “mescolata con perlite.
  • Acqua : Per la maggioranza delle piante carnivore bisogna usare acqua distillata , bisogna sistemare i vasi sopra un sottovaso che sara’ sempre pieno d’acqua questo perché’ le piante carnivore vivono in ambienti paludosi quindi adorano i terreni fradici d’acqua .
  • Fertilizzanti : Non vanno mai usati tranne per qualche eccezione perché non vengono tollerati da queste piante.
  • Posizione : Le piante carnivore tranne per quelle tropicali adorano il pieno sole e d’inverno molte specie vanno lasciate all’aperto , l’inverno per queste piante corrisponde al periodo di riposo vegetativo,fanno eccezione alcune Drosere pigmee,e tuberose che vegetano in inverno.